Polizza vita a cosa serve e perchè farla

Stipulare una polizza sulla vita è una cosa che lascia ancora perplesse molte persone, erroneamente convinte che i costi siano troppo elevati e che sostanzialmente non ne valga la pena, o che ci sia sempre il rischio di incappare in qualche “fregatura”.

In realtà, non è propriamente così, perché al contrario potrebbe rivelarsi un’ottima soluzione dal punto di vista economico.

A cosa serve una polizza vita

Se si sceglie di stipulare un’assicurazione con una compagnia, che ovviamente dovrà essere di fama più che consolidata, sicuramente ci si potrà garantire un buon capitale o un rimborso in caso di difficoltà, di:

  • Decesso
  • Malattia grave
  • Infermità

Insomma, una buona polizza sulla vita è importante per garantire a se stessi e/o ai propri familiari una certa tranquillità economica.

A fronte di tutte le coperture offerte dalla compagnia di assicurazioni, il contraente è tenuto al pagamento di un premio, che di solito è mensile ma può anche essere concordato in modo tale che sia semestrale o annuale.

I costi sono estremamente variabili, intanto in base alla compagnia prescelta per la stipula, e poi soprattutto a seconda del tipo di copertura prescelto e del rischio che si è deciso di assicurare.

I requisiti necessari

Per stipulare una polizza sulla vita, bisogna avere determinati requisiti.

Ad esempio, non si può essere troppo anziani: la maggior parte delle compagnie, a tale proposito, pone come tetto massimo i 65 o i 70 anni di età.

Questo è dovuto al fatto che, chiaramente, invecchiando aumentano in modo considerevole le probabilità di ammalarsi gravemente o venire a mancare.

Inoltre, prima di effettuare la sottoscrizione, bisogna sempre rispondere a tutta una serie di domande inerenti lo stato di salute ed eventuali abitudini, come ad esempio quella di fumare o praticare sport estremi, nonché sulla presenza di malattie ereditarie in famiglia, ecc.

Sono tutte informazioni necessarie per calcolare in modo più corretto il rischio. Qualsiasi variazione sopravvenuta in un secondo tempo deve essere tempestivamente comunicata alla compagnia assicurativa

Le tipologie di polizza vita più diffuse

Le tipologie di assicurazione vita sostanzialmente sono tre, vediamole nel dettaglio:

  • Polizza caso morte: si tratta di quella in assoluto più diffusa, nella quale in pratica l’assicurato versa periodicamente una cifra che, nel caso dovesse venire a mancare, consenta ai familiari eredi di percepire un capitale (a suo tempo prefissato) oppure una determinata rendita (anche questa in base a quanto indicato nel contratto).
  • Polizza caso vita: questa, invece, serve soprattutto per garantirsi, dal punto di vista economico, una vecchiaia in tranquillità. Si versa periodicamente del denaro, come fosse un piano di accumulo, per poi ritrovarsi un certo capitale alla scadenza del periodo prestabilito
  • Polizza vita mista: si tratta, in pratica, di un mix delle due tipologie precedenti, dunque è senz’altro la formula più completa che si possa scegliere. Garantisce, insomma, delle belle entrate sia in caso di morte prematura, sia in caso di longevità. Inoltre, possono essere coperti anche altri eventi importanti, come ad esempio gli infortuni, le malattie, l’invalidità e la perdita del lavoro.

A cosa fare attenzione e chi serve una polizza vita?

Qualunque tipo di polizza si intenda sottoscrivere, è sempre importantissimo affidarsi a compagnie serie ma, in ogni caso, bisogna tassativamente leggere tutte le clausole del contratto (note informative), onde evitare di ritrovarsi con un prodotto non corrispondente alle proprie aspettative e, per tale motivo, deludente.

La stipula di una polizza vita, di qualunque tipo essa sia (ma, certamente, più è completa e meglio è), risulta particolarmente indicata per quelle famiglie dove lavora un solo componente, o quelle che hanno dei debiti importanti sulle spalle tipo un mutuo o un grosso finanziamento e, indubbiamente, quelle in cui sono presenti dei figli in tenera età.

Sono inoltre caldamente suggerite a coloro che esercitano determinate professioni più a rischio di altre.

Detrazioni fiscali

E’ importante sottolineare che le polizze caso morte sono tra i pochi prodotti di tipo assicurativo che possono essere portati in detrazione quando si presenta annualmente la dichiarazione dei redditi.

Ci sono dei limiti massimi per quanto riguarda l’importo, ma è comunque un bel vantaggio di cui tener conto quando si decide di stipulare un contratto di questo tipo.

In ogni caso, con l’aiuto di un consulente assicurativo di fiducia, è sempre possibile valutare tutte le opportunità che il mercato offre e scegliere la soluzione su misura più adatta, in modo tale da non spendere una fortuna ma riuscire a coprire comunque il maggior numero di eventi possibile e garantirsi una buona rendita o un capitale di tutto rispetto.

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